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Resoconto della XIX spedizione in
antartide del CNR
Da Baia Terra Nova di Giorgio Bruzzone - e-mail 03
Salve a tutti, Ben ritrovati,
Buon Natale e felice 2004 a tutti!!
Quando riceverete queste news avremo non solo già passato il
Natale, ma sarà anche cambiato l’anno; purtroppo
scrivendo poco per volta, ogni giorno, la descrizione dei fatti di una
decina di giorni, tante cose vi arrivano in ritardo. Mi scuserete per
questo e spero che accetterete gli auguri comunque.
Il paesaggio e’ in continua evoluzione qui a Terra Nova Bay,
il pack si continua ad assottigliarsi per l’aumento
stagionale della temperatura e si rompe in lastroni che vanno alla
deriva spinti dal vento; buona parte del ghiaccio che prima era
utilizzato come pista di atterraggio, strada o campo di lavoro, ora non
esiste più; ogni tanto si possono scorgere lastroni come
chiatte portate dalla corrente con i resti della presenza umana, tracce
di cingoli, pezzi di legno o fori per il campionamento;
l’estate antartica e’ nel pieno della stagione e si
possono registrare, sulla costa temperature prossime allo zero; i
giorni di cielo terso si alternano a giornate con abbondanti nevicate
se non con vere e proprie bufere.
Ma veniamo alla spedizione; siamo a metà del secondo periodo
e la vita ferve nella Base italiana; le attività
scientifiche sono in pieno svolgimento, i geologi sono partiti per i
campi remoti a campionare rocce, i chimici e i biologi campionano
acqua, aria e sostanze organiche varie per poterle analizzare, i
glaciologi ispezionano i ghiacciai per misurarli e identificare i
crepacci, i meteorologi cercano di predire il tempo e noi robotici
immergiamo regolarmente il nostro robot Romeo per compiere le missioni
previste dal progetto ABS (Antarctic Benthic Shuttle).
Il gruppo robotica
Questo misterioso oggetto che deve essere
abbandonato nelle gelide acque dei fondali antartici (-2 gradi circa)
e’ composto da molte parti meccaniche e elettroniche tutte
comandate da un computer che viene programmato per eseguire una
sequenza di operazioni prestabilite.
La camera bentica e’ composta da un telaio di acciaio
inossidabile delle dimensioni in pianta del veicolo che raccoglie la
strumentazione, un cilindro in titanio che contiene
l’elettronica e il computer, una scatola in plexiglass che
costituisce la vera e propria camera che isola una porzione di fondale
marino nella quale sono contenute una telecamera che riprende la
porzione di fondo, uno strumento chiamato ctd che misura,
all’interno della campana di plexiglass, il consumo di
ossigeno, la quantità di clorofilla, temperatura,
conducibilità e pressione; un’elichetta
movimentata da un motorino rimescola opportunamente l’acqua
all’interno della camera prima di fare le misure;
all’esterno della camera ci sono le batterie,
un’altra telecamera che riprende l’ambiente
circostante, un attuatore che sgancia una boetta di emergenza e infine
tre trappole che raccolgono le sostanze che precipitano nella colonna
acqua.
La camera bentica in acqua
L’esatta successione degli eventi e’: dopo 15
minuti dalla posa sul fondo si accendono il computer, le due telecamere
e la CTD; dopo qualche minuto di riscaldamento l’elica muove
l’acqua per renderla omogenea; alla fine
dell’agitazione vengono registrate le immagini sia
all’interno della campana di plexiglass che
nell’ambiente circostante; dopo vengono memorizzati i dati
raccolti dalla ctd, viene fermata la registrazione e spento tutto
quanto; il ciclo dura 5 minuti e viene ripetuto ogni mezz’ora
per 24 ore; alla fine delle 24 ore vengono chiuse le trappole per
sedimenti e si accende una luce stroboscopica per aiutare il recupero.
Vi e’ anche la possibilità di sganciare un boetta
segnalatrice per aiutare la localizzazione del sito, ma questa funzione
viene sfruttata solo quando si opera in mare aperto.
Non so se sono stato abbastanza chiaro nella spiegazione che
vi ho fatto ma la foto che allego spero vi aiuti.
Nel primo campo installato all’interno della Tethys Bay
abbiamo effettuato diversi survey prima di scegliere il sito dove
lasciare la camera; nonostante che i fondali antartici siano molto
ricchi di animali specialmente nelle zone rocciose, abbiamo dovuto
trovare un fondale fangoso o sabbioso nel quale la camera penetri per
8cm; così, pur incontrando spettacolari scogli colorati di
rosso da alghe incrostanti e ricoperti da colonie di oloturie, crinoidi
e spirografi, abbiamo puntato la prua del veicolo verso i fondali
piatti e poco popolati per trovare un posto tranquillo dove lasciare la
camera. Uno in particolare ci ha attratto, quindi siamo scesi sul
fondo, abbiamo sganciato la stazione e siamo rientrati dal foro nel
container; il giorno successivo abbiamo ripetuto
l’immersione, ritrovata la camera bentica e, dopo diversi
tentativi l’abbiamo agganciata e quindi recuperata; con essa
i dati, i filmati e le 3 bottiglie con il particolato raccolto.
Nei giorni successivi abbiamo spostato il campo in un’altra
zona di interesse per i biologi a 1000 metri di distanza dal sito
precedente e abbiamo ripetuto la procedura, fatti i fori, spostati i
containers, eseguite le immersioni di ricerca delle zone fango-sabbiose
e riposizionata la camera bentica per raccogliere nuove misure e
campioni d’acqua con il sedimento. In una di queste
ricognizioni abbiamo fatto un incontro molto interessante: una piovra
di notevoli dimensioni molto tranquilla che si e’ lasciata
avvicinare e filmare; troverete allegata un foto di questo stupendo
animale; per rendervi conto delle proporzioni, pensate che le bivalve
sotto la piovra sono 7-8cm di diametro!
Per questa lettera penso possa bastare. Troverete allegate alcune foto,
la camera bentica, la piovra, alcuni pinguini incuriositi e una foto
del nostro gruppo dopo una trivellazione.
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Iceberg visto da Malippo |
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Più vicini di cosi si muore |
Saluti a tutti
Giorgio Bruzzone
Per domande tecniche riguardanti la Spedizione potete scrivere
all’indirizzo Bruzzone.Giorgio_s@btn.pnra.it;
se volete invece mandarmi comunicazioni personali potete mandarli a Bruzzone.Giorgio@btn.pnra.it
(per ragioni di spazio)
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