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Progetto RobotLab in Antartide
 
 

Resoconto della XIX spedizione in antartide del CNR

Da Baia Terra Nova di Giorgio Bruzzone - e-mail 02


Salve a tutti, Ben ritrovati,

sono trascorsi 20 giorni dalla mia partenza da casa e 15 dall'arrivo in Base, quindi dall'inizio dei lavori e mi rendo conto che il tempo, sta scorrendo molto velocemente, forse perché il lavoro da fare e' moltissimo e tempo per annoiarsi non ne rimane.
La Spedizione quest'anno e' molto complessa, e' composta da diverse attività a terra partendo dalla Base BTN verso i cosiddetti campi remoti e una campagna oceanografica con la nave Italica; parallelamente a queste vi e' la spedizione alla base Italo-Francese Dome C che e' in fase di costruzione ed e' situata all'interno del continente, sul plateau a un'altezza di 2500 metri circa. Per poter svolgere queste attività, non essendoci strade, si deve utilizzare l'aereo o l'elicottero; per missioni vicine alla Base si possono utilizzare motoslitte o quad, motocicli a 4 ruote motrici; laddove le condizioni del pack o del ghiaccio in generale non siano buone a causa della neve o dei crepacci, si possono utilizzare i gatti delle nevi, gli stessi che potete vedere sulle nostre piste da sci.

  
Esterno del campo

Per trasportare materiale e ricercatori a destinazioni lontane come la Base francese di Dumont D'Urville, si utilizza l'aereo, un piccolo bimotore chiamato Twin Otter molto agile e leggero, in grado di atterrare sul ghiaccio anche senza pista.
Per raccogliere campioni di roccia sopra i monti anche in luoghi distanti dalla Base si utilizzano gli elicotteri (i francesi Squirrel), mentre per raggiungere il campo di lavoro sul mare ghiacciato (quello che faccio io) si utilizzano le motoslitte fino a distanze di diversi chilometri. Esistono poi una serie di mezzi da lavoro come escavatori, trattori, mezzi per la movimentazione di merci, fuoristrada, moto 4wd, che possono essere utilizzati qualora si presenti la necessità.
Non vi ho ancora parlato di come si vive in base. Prima di tutto si adotta l'orario Neozelandese che e' sfasato di 12 ore rispetto all'Italia; l'orologio regola i ritmi della vita in base, e il sole non tramonta mai,
ma si limita a girare in tondo; sembra incredibile ma ruota in senso antiorario, da destra a sinistra, al contrario di quello che succede nel nostro emisfero; se uno volesse acquistare una ipotetica abitazione in Antartide, ben soleggiata, dovrebbe verificare che fosse ben esposta a nord!.
La sveglia e' alle 7:30; alle 8:00 colazione e inizio lavori; pausa pranzo all'una e si lavora fino alle 20:00; questi orari sono osservati soprattutto dal personale logistico che fa un lavoro simile ai
cantieristi, spesso molto duro e che necessita di una regolamentazione ferrea per alternare ore di lavoro e ore di riposo. Per il personale scientifico gli orari sono meno rigidi, perché si e' costretti a seguire i ritmi della ricerca o della disponibilità dei mezzi e delle attrezzature, quindi spesso si lavora fino a mezzanotte, ma al pomeriggio si può fare una sosta per un caffè in più.
Parlando del mio lavoro, in questi 10 giorni ci sono stati molti progressi. dopo la scelta del primo sito di immersione, che si trova in una baia ghiacciata adiacente alla Base chiamata Tethys Bay, abbiamo
proceduto alla perforazione del pack per poter immergere il robot Romeo nel Mare Antartico; il campo dista alcuni chilometri dalla base e dobbiamo percorrere questa distanza in motoslitta; Fino a qualche anno fa forare il pack era un'impresa titanica: si facevano tanti piccoli fori nel ghiaccio e poi si rompevano i diaframmi; ora le menti geniali dei responsabili della logistica si sono inventati una macchina infernale che è in grado di praticare fori di 1,3 metri di diametro per un'altezza di 2,5. 
E' praticamente come una enorme sega a tazza per trapano, solo che invece del trapano
 si usa una macchina idraulica per la movimentazione di merci. Con 3 fori intersecanti, se
 ne ottiene uno a forma triangolare di dimensioni sufficienti a far passare il veicolo.
Fatto il foro, si prepara un riparo che può essere costituito da una tenda o da un 
container, allo scopo di ospitare, oltre al veicolo, le console di pilotaggio e il
 verricello del cavo; quando tutta la strumentazione è pronta e il veicolo sopra al 
foro, possono iniziare le immersioni. Il veicolo, filo-guidato tramite un cavo a fibra 
ottica, si immerge fino a raggiungere il fondo, dove inizia la sua missione che, a 
seconda del ''cliente scientifico'' si può trasformare in una semplice carrellata di
video immagini o in un vero e proprio transetto orizzontale di acquisizione dati con campionamento a intervalli regolari. La prima missione effettuata e' stata una perlustrazione del fondo per cercare una zona dove poter posare la camera bentica e con essa isolare e analizzare la porzione di fondo prescelta. Dopo aver coperto un reticolo abbastanza vasto intorno al foro, sono stati individuati diverse zone interessanti e in questi giorni poseremo in un paio di essi lo strumento per lasciarlo acquisire per 24 ore. Nel prossimo numero vi racconterò quello che abbiamo visto e come sono andate le cose. 
Intanto vi saluto e vi invio in allegato 3 foto con gli esterni  del campo, l'interno del container laboratorio e un'amichetta che abbiamo trovato nei paraggi.

Saluti a tutti 
Giorgio Bruzzone