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| La strage degli innocenti
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| C'aveva provato Adriano Celentano anni
Ottanta, alla vigilia del referendum contro la caccia. Mostrando durante
«Fantastico» un video di Greenpeace sulla caccia alle foche che aveva scosso
l'opinione pubblica violando la tranquillità del sabato sera di Raiuno. In
tanti avevano preso posizione contro la pratica disumana di uccidere
cuccioli di foca a bastonate, così da mantenere integro il pellame. Da allora, però, le cose non sono molto cambiate: i cacciatori canadesi continuano a decimare le colonie del circolo polare artico, come documentato da un video agghiacciante dell'International Fund for Animal Welfare (IFAW). La caccia alle foche, il più grande e crudele massacro di mammiferi marini nel mondo, è ripreso con violenza e intensità grazie all'autorizzazione del Department of Fisheries and Ocean Canadese, che nel febbraio 2003 ha emanato un “piano triennale di Gestione” con cui ha fissato a quasi un milione il numero di foche da massacrare legalmente nel triennio 2003-2005.
La caccia comporta la barbara uccisione dei cuccioli, che non hanno alcuna possibilità di fuggire davanti ai cacciatori, difesi disperatamente dalle loro madri che usano il proprio corpo come scudo fino alla morte, violenta e crudele. Così senza scampo arriva la morte, la più violenta e crudele immaginabile: un team di veterinari indipendenti ha documentato che il 42% delle foche esaminate erano state scuoiate vive, e il 40% viene colpito ripetutamente prima di morire.
L'Italia, finalmente, ha preso una posizione
ufficiale con un decreto interministeriale annunciato dal viceministro al
commercio estero, Adolfo Urso. In una conferenza stampa promossa
congiuntamente alla LAV, la Lega Antivivisezione, Urso ha spiegato che
l'Italia adotterà misure restrittive non solo per l'importazione dei
mantelli dei cuccioli, divieto già previsto da una direttiva Ue, ma anche
per quelli di foca adulta. Si tratta di fatto di uno stop quasi totale alle
pelli di foca, atteso da tempo dalle associazioni ambientaliste e
animaliste. Per i cuccioli non sarà necessario aspettare il decreto: già da
oggi è in in vigore «l'indirizzo politico vincolante per il divieto di
importazione» delle loro pelli. A fare rispettare il divieto penseranno i
funzionari delle dogane e gli agenti della Guardia di finanza. Si pensa
anche all'introduzione di un'etichetta «anti- barbarie, una sorta di marchio
etico per consapevolazzare all'acquisto.
Le autorità canadesi sostengono che la caccia alla foca rappresenta per molte popolazioni indigene l'unica maniera di sopravvivere e hanno definito, nel 2003, una quota di 975mila foche in tre anni. L'anno scorso sono stati uccisi circa 325mila cuccioli di foca, con introiti per i cacciatori locali stimati in 14,5 milioni di dollari. A cura della redazione di ECplanet
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