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panorama della zona |
Dalla
Strada N.1 si imbocca una pista sterrata che attraverso campi lavici
vecchie e nuovi ti porta all'immenso centro vulcanico in circa tre ore.
L’Askja sorge in mezzo ad un impressionante deserto lunare lavico
senza alcuna vegetazione. |
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La
prima eruzione storica avvenne nel 1875. Nel febbraio del 1874 un
violento terremoto e la fuoriuscita di una imponente colonna di vapore
dal vulcano annunciarono l’imminente ripresa dell’attività
eruttiva. Tale fenomeno si protrasse per tutto l’anno, fino al gennaio
del 1875, quando lava basaltica cominciò fuoriuscire da fessure a
nord-est e a sud del vulcano. Il 28 e 29 marzo dello stesso anno vennero espulsi in maniera esplosiva circa 0.5 chilometri cubi di pomice di composizione riolitica e in misura inferiore di pomice riolitica mescolata a basalto. L’eruzione causò l’ulteriore collasso di parte del fondo calderico per una superficie di circa 11 chilometri quadrati. La nuova depressione è oggi riempita da un lago di 300 metri di profondità. Le eruzioni più recenti, di entità minore e principalmente rappresentate da fontane e colate di lava, sono avvenute negli Anni Venti, nel 1938 e nel 1961, quando una nuova frattura eruttiva anulare, attiva per due mesi, si aprì al margine nord-est della caldera, producendo spettacolari fontane di lava |
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