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panorama della zona

 

Dalla Strada N.1 si imbocca una pista sterrata che attraverso campi lavici vecchie e nuovi ti porta all'immenso centro vulcanico in circa tre ore. L’Askja sorge in mezzo ad un impressionante deserto lunare lavico senza alcuna vegetazione.
Situato nella parte centrale dell’Islanda del Nord, in una delle regioni più remote del paese, il complesso vulcanico dell’Askja è costituito da tre caldere interconnesse la cui superficie totale è di 45 chilometri quadrati. Esse sono situate al centro di un massiccio vulcanico, costituito in maggioranza da ialoclastiti, il Dyng- jufjoll, che con una quota intorno ai 1.500 metri sorge da una immensa distesa di campi di lava toleitica nota come “Lava of Evil Deeds”.
 
Il complesso vulcanico dell’Askja ha eruttato circa 40 volte negli ultimi 10.000 anni, sia dall’area attualmente occupata dalle caldere sia dalle numerose fratture circostanti.

   



Cartina della zona vulcanica

La prima eruzione storica avvenne nel 1875. Nel febbraio del 1874 un violento terremoto e la fuoriuscita di una imponente colonna di vapore dal vulcano annunciarono l’imminente ripresa dell’attività eruttiva. Tale fenomeno si protrasse per tutto l’anno, fino al gennaio del 1875, quando lava basaltica cominciò fuoriuscire da fessure a nord-est e a sud del vulcano.

Il 28 e 29 marzo dello stesso anno vennero espulsi in maniera esplosiva circa 0.5 chilometri cubi di pomice di composizione riolitica e in misura inferiore di pomice riolitica mescolata a basalto. L’eruzione causò l’ulteriore collasso di parte del fondo calderico per una superficie di circa 11 chilometri quadrati. La nuova depressione è oggi riempita da un lago di 300 metri di profondità. Le eruzioni più recenti, di entità minore e principalmente rappresentate da fontane e colate di lava, sono avvenute negli Anni Venti, nel 1938 e nel 1961, quando una nuova frattura eruttiva anulare, attiva per due mesi, si aprì al margine nord-est della caldera, producendo spettacolari fontane di lava
   

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