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ISLANDA 1995 |
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Da Reggio Emilia alla terra di vulcani e ghiaccio |
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| dal 27/07/95 al 20/08/95 | ||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||
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Dopo l’esperienza dello scorso
anno a Capo Nord anche quest'anno abbiamo deciso di andare a cercare il freddo
e di andarci sempre in tenda con la nostra fedele Opel Vectra 1400. La
meta designata questa volta è l'Islanda, l'isola di ghiaccio e fuoco in
mezzo all'Atlantico; per raggiungerla andremo a prendere il
traghetto ad Aberdeen, in Scozia, effettueremo una sosta di due giorni
sulle isole FarOer, ed infine giungeremo in Islanda nel porto di
Seydisfjordur sulla costa orientale. |
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| 1° GIORNO 27/07/95 giovedì Reggio E. - Courmayer - Digione (F) - Parigi Km 998 | ||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||
L'automobile è pronta, carica fino all'inverosimile. Tutte
le nostre attrezzature sono a bordo e il morale è alto. Non resta
che partire. Cosi alle ore 05.00 di mattina del 27 luglio 1995 è iniziata
la nostra avventura islandese. Da Reggio Emilia abbiamo subito imboccato
l'autostrada del Sole in direzione Milano, svolta a Piacenza per
Alessandria e diritto fino ad Aosta per poi proseguire per Courmayer
che abbiamo raggiunto alle ore 08.00. Sosta per una breve colazione a base
di cappuccino e brioche e poi ingresso in Francia attraversando il tunnel del Monte
Bianco e proseguimento lungo la E25 verso Ginevra. Si percorre la E21 fino
a Macon per poi prendere la E15 per Digione. Superato Troyes siamo
arrivati a Parigi verso le 17.00 di pomeriggio e abbiamo trovato subito alloggio in un hotel
della catena Campanile a 40km da centro (£ 54.000 camera doppia). Il tempo era molto uggioso ma non
ci siamo persi l'occasione di passare una serata nella capitale francese
cosi alle 19.00 eravamo già sotto la Torre Eiffel, una breve visita a
Notre Dame e un giretto con il Botho-musche sulla Senna hanno allietato il
resto della giornata. Ogni commento su Parigi è inutile in quanto è una delle capitali più belle d'Europa, con le sue bellezze, i suoi monumenti e la sua gente. Attenzione comunque, come in tutte le metropoli, ad utilizzare la metropolitana a tarda ora. Peccato che il freddo si sia fatto sentire (da considerare che era il 27 di luglio) cosi verso le ore 23.00 siamo ritornati in hotel per una buona dormita. |
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| 2° GIORNO 28/07/95 venerdì Parigi (F) - Calais - Dover (UK) - Bodobridge Km 843 | ||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||
| Alle ore 08.00 lasciamo Parigi
con direzione Calais per prendere il traghetto per l’Inghilterra.
Tutto secondo copione. Alle ore 12.00 siamo arrivati all’imbarco (senza
prenotazione) e subito ci siamo sistemati nella nostra corsia. Ci ha
lasciato un po' di stucco il prezzo (circa 361.000 lire). Ok pur di
proseguire il viaggio. C’era
poco traffico per cui è stato molto semplice. Il traghetto, una nave molto
grande, ci ha impiegato 1 ora per fare l’attraversata in una giornata
stupenda. Siamo riusciti a godere della fantastica vista delle scogliere di Dover
(scogliere a falesia) che
accolgono il turista via mare. Una volta sbarcati a Dover abbiamo
dovuto fare i conti, per la prima volta, con la guida a sinistra.
All'inizio è stato un po' faticoso ma poi ci abbiamo fatto l'abitudine.
Unico problema rimanevano i sorpassi per cui attenzione. Abbiamo
proseguito poi per Canterbury
sulla A2 (35.000 ab circa 90 Km ad est di Londra). Canterbury divenne sede
del primate d'Inghilterra dopo la proclamazione dell'autonomia dal potere
papale della chiesa anglicana. La sua famosa cattedrale (che ovviamente
merita una visita sec. XI-XVI). è uno dei monumenti più insigni
dell'arte religiosa in Inghilterra. Veramente notevole. In questa
chiesa sono stati incoronati numerosi re e regine. Verso le 16.00 e dopo un buon pranzetto a base di panini imbottiti (cambusa interna) siamo ripartiti (lasciando ovviamente fuori Londra) in direzione Nottingham, (280.000 ab capoluogo della contea omonima) la città di Robin Hood. Fiorente centro fondato dai danesi nel IX sec. e degno di visita solo per il castello Normanno e il duomo gotico del XV sec. Il castello si trova su una piccola collinetta e all’ingresso vi è una statua che ricorda il fuorilegge più famoso della storia.Ci siamo infine fermati verso le 20.00 a Bodobridge, un paesino nel centro dell’Inghilterra, in un campeggio molto tranquillo e pulito, ma poco attrezzato.(£ 15.000) Un'ottima pastasciutta ha riempito la nostra serata vedi itinerario |
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| 3° GIORNO 29/07/95 sabato Bodobridge - Edimburgo Km 422 | ||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||
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Partenza alle ore 09.00 per
Edimburgo capitale della Scozia (sempre percorrendo la A1) che raggiungiamo verso le 14.00.
Lungo il viaggio nessuna sosta se non per fare carburante. Appena arrivati
ci siamo recati verso la città vecchia e abbiamo trovato una sistemazione
in un fantastico bed end breakfast a pochi chilometri dalla fortezza (£
110.000 / 2 pax) |
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| 4° GIORNO 30/07/95 domenica Edimburgo - St. Andrews - Aberdeen Km 222 | ||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||
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Oggi ci imbarcheremo sul traghetto per le
isole FarOer da Aberdeen per cui verso le ore 09.30, dopo un’abbondante
colazione all'inglese, siamo partiti alla volta della nostra meta
percorrendo prima la A1 poi l'A90. Abbiamo lasciato Edimburgo attraversando la baia
su di un fantastico
ponte avvolto nella nebbia e lungo la strada abbiamo visitato alcuni
castelli, ma solo dall’esterno causa il poco tempo a nostra
disposizione. |
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| 5° GIORNO 31/07/95 lunedì Aberdeen (UK) - Torshavn(Far Oer) Km 43 | ||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||
| Non vogliamo fare
nessun altro commento alla nave ed alle cabina, basta solo pensare che noi
le abbiamo chiamate "topaie". Comunque la notte l’abbiamo
passata abbastanza bene, tranquilla e rilassata. Appena alzati
abbiamo fatto colazione nel bar a base di caffè all'inglese e di dolcetti
locali forse troppo dolci. Poi per far passare il tempo e visto che la
nebbia non ci voleva abbandonare abbiamo fatto un giro turistico per la
nave, Veramente incantevole. Fuori come detto non ci si poteva andare a causa della nebbia per cui niente foto. Alle ore 15.00 ecco finalmente sbucare dalla nebbia l'ingresso al porto di Torshavn. Sembra di essere nel paese di Pippi calzelunghe, casette basse e colorate e un’aria strana, fresca e allo stesso tempo quasi magica. Lo sbarco è stato veloce e senza complicazioni e appena scesi dalla nave ci siamo fermati subito in banca per scambiare qualche marco e all’ufficio informazioni per chiedere dove si trovava il camping più vicino. In centro, veramente piccolo, vi erano molti ragazzi ubriachi già di primo pomeriggio (Paul c'è l'aveva detto che molti ragazzi qui si lasciano andare troppo facilmente). In compenso non danno fastidio. Il camping più vicino era a soli 2 chilometri per cui lo abbiamo raggiunto subito(£ 40.000 / 2 notti): poco più di un prato con pochi servizi ed una piccolissima cucina. Il bello è che era proprio fronte mare per cui lo spettacolo era assicurato. ![]() Qui abbiamo conosciuto Marzio e Rita, due ragazzi di Milano con i quali abbiamo passato i 10 giorni successivi e Francesco, di Napoli, che andava in Islanda per fare treccking. Marzio e Rita erano arrivati dalla Danimarca la mattina stessa con la Norrona: avevano una Citroen CX 1200 mentre Francesco viaggiava a piedi. 3 ore di chiacchiere davanti a un bel piatto di spaghetti tutti insieme ci hanno permesso di conoscerci meglio poi dopo cena siamo andati in un pub locale a bere qualcosa e abbiamo avuto la certezza che da queste parti l’alcolismo è molto diffuso, sopratutto tra i più giovani. Per il giorno dopo abbiamo programmato una gita per le isole, tutti insieme. Allora a vederci a domani. vedi cartina isole |
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| 6° GIORNO 01/08/95 martedì Torshavn - Vestmanna - Kaldbak e Far Oer Km 177 | ||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||
| Scintillanti come
pietre verdi su uno sfondo di tessuto grigio, le diciotto isole del gruppo
delle Faeroer appaiono innegabilmente suggestive nella cornice
perennemente spazzata dai venti e agitata dalle burrasche dell' Atlantico
Settentrionale. Le Faeroer non sono poi così distanti dall'Europa e
alcune delle zone più spettacolari dal punto di vista panoramico si
trovano a breve distanza dalla capitale Tórshavn.
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| Guarda la galleria completa | ||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||
| 7° GIORNO 02/08/95 mercoledì Torshavn e Norrona Km 0 | ||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||
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Ci siamo alzati con calma verso le 10.00 visto
che l'imbarco sulla Norrona era previsto per le 14.00. Come sempre una
buona colazione poi i preparativi per la partenza: smontare la tenda,
mettere a posto l'auto e aiutare Francesco a chiudere la sua di tende.
Verso le 11.00 abbiamo avvistato la nave che stava entrando in porto,
era davvero grande. Al suo arrivo ha dato sfogo alle sue molteplici
sirene per salutare un po' tutti. Che casino. Dopo le ultime foto al
campeggio ed un piccolo spuntino visto l'orario ci siamo recati al
porto per le operazioni di imbarco. Tutto si è svolto senza
problemi e molto tranquillamente e alle 14.20 eravamo già nella
nostra cabina. Le cabine erano divise per sesso: uomini da una parte e
donne dall'altra cosi, mettendosi d'accordo con altri due ragazzi
italiani, siamo riusciti a cambiare posto ed io e la Paola ci siamo
trovati insieme e da soli (che fortuna visto che la cabina era per
quattro persone). Puntuali alle ore 15.00 la nave è salpata in
direzione Islanda lasciando le Far Oer sotto un leggero sole, comunque
sufficiente a riscaldare le coste di queste stupende isole. L'uscita
dal porto e dal fiordo di Torshavn è stato uno spettacolo
stupendo: abbiamo potuto ammirare, a differenza dell'arrivo, le
scogliere a picco di queste isole e innumerevoli colonie di pulcinella
di mare che tranquilli volavano in cerca di piccoli pesciolini. Le
scogliere sono veramente belle. Peccato non aver avuto più tempo. |
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Finalmente eccoci in Islanda |
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| 8° GIORNO 03/08/95 giovedì Seydisfjordur - Egilsstardir - Hengifoss - Egilsstardir Km 215 | ||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||
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Sono le ore 06.00. Impaziente e incuriosito, mi sono
alzato e sono salito sul ponte della nave. |
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| 9° GIORNO 04/08/95 venerdì Egilsstardir - Dettifoss - Asbyrgi Km 175 | ||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||
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Oggi inizia il vero e proprio tour dell'Islanda
con partenza verso le ore 09.00, sempre in compagnia di Marzio e Rita. La destinazione odierna è
la gola di Asbyrgi e il parco Nazionale di Jokursaraljufur, percorrendo
parte della Ring Road la 1, la strada che percorre l'isola intera. Il panorama
che si staglia davanti a noi è di tipo desertico-lavico, con alcune
piccole casette di contadini locali. Molto spesso capita di attraversare
corsi d'acqua impetuosi, ma per fortuna, per adesso, nessun guado. Marzio
prosegue molto lento, con molta prudenza e molto spesso dobbiamo fermarci
per aspettarlo. Nel frattempo ne approfittiamo per scattare delle foto. I
campi di lava ormai non si contano più e i colori delle colline sono
veramente stupendi. Percorriamo la 1 in direzione nord poi la secondaria
864 superiamo l'altopiano di Jokuldalsheid e infine fiancheggiando il
fiume Jokulsa a Fjollum (il secondo dell'Islanda) quale provoca la cascata
Dettifoss, la più
possente d'Europa. |
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| 10° GIORNO 05/08/95 sabato Asbyrgi - Hljtodaklatter - Dettifoss Km 100 | ||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||
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Tutta la giornata l'abbiamo passata a visitare
questa stupenda zona: La gola di Asbyrgi, il parco Nazionale di
Jokursaraljufur, la cascata Dettifoss (anche dal lato occidentale), le
formazioni rocciose di Hljodaklettaril. |
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| 11° GIORNO 06/08/95 domenica Asbyrgi - Husavyk - Myvatn Km 160 | ||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||
La sveglia, come al
solito e per le ore 08.00 visto che bisogna raccogliere la tenda,
fare colazione, riempire la macchina e partire. Il primo obiettivo odierno
e arrivare a Husavyk, visitare la cittadina e poi proseguire per il
lago Myvatn. Imbocchiamo la strada 85 che ci porta attraverso il
promontorio di Tjornes con fantastiche viste sull'oceano atlantico La
strada è buona, anche se non asfaltata e il panorama desertico che
incontriamo lo possiamo definire lunare. Pochi chilometri prima del paese
siamo riusciti a visitare un piccolo giacimento di fossili, in quanto , in
una collina lungo la strada vi erano incastrati lungo le pendici migliaia
e migliaia di conchiglie. La tentazione di prendere qualche reperto è
stata grande ma l'abbiamo vinta e non abbiamo portato via nulla. Husavyk
è una splendida cittadina adagiata lungo la costa. Qui ci siamo fermati
per il pranzo nel parcheggio adiacente il piccolo porticciolo. Il sole
scaldava le nostre auto cosi abbiamo campeggiato in mezzo al piazzale. Non
vi era comunque molta confusione, anzi. In tutta la zone sono molte le
sorgenti calde utilizzate anche dai locali per riscaldamento. Proseguendo
poi per la mitica strada 87 , che invita moltissimo a fermarsi per
fare fotografie e riprese visto la sua caratteristica conformazione
(strada battuta in mezzo ad un deserto lavico) siamo finalmente giunti al
lago verso le 17.00 del pomeriggio.Abbiamo trovato subito il campeggio molto popolato da ragazzi provenienti da diversi stati, ben organizzato e pulito (£ 27.200 / 3 notti). Ovviamente è stato molto facile fare amicizia. La zona del lago Myvatn è una delle zone vulcaniche più attive del pianeta. Essa è situata a poca distanza, in direzione ovest, dalla dorsale medio-atlantica la quale sta lentamente spaccando in due l' Islanda. Dal 1974 tutta questa zona è stata dichiarata dal governo islandese come zona di area nazionale protetta: una condizione ancor più controllata di quella di un parco nazionale. In nessun altro punto dell'isola si può trovare la stessa combinazione di crateri, campi lavici, sorgenti calde, geyser e pozze di fanghi ribollenti come vi è qui. La serata si conclude con una magnifica cena a base di pastasciutta al pomodoro, aringhe sott'olio (le ha mangiate solo Marzio) e salumi islandesi nonché con una lunghissima chiacchierata davanti alle nostre tende. |
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| 12° GIORNO 07/08/95 lunedì Myvatn - Askya - Herdubreid Km 160 | ||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||
| Oggi facciamo la prima delle due
nostre gite su piste interne con mezzi locali: (£ 140.000 x pax) andiamo a visitare il
vulcano Askya. Abbiamo dato conferma all'ufficio del turismo di Reykjahlid
cosi alle ore 07.00 eccoci pronti alla partenza. Il pullman (35
posti) e molto vecchio e scassato ma effettivamente è a 4 ruote
motrici, la guida per fortuna parla un poco di italiano. Ve ne sono 3
visto l'elevato numero di partecipanti. A bordo hanno anche le radio CB,
basilari per quello che poi succederà. Imbocchiamo subito la 1 tornando
indietro verso Egilsstadir poi dopo circa 40 km svoltiamo a sinistra lungo
la F88 la pista che porta verso il vulcano. Il terreno è molto sterrato e
la velocità di percorrenza molto bassa; si cammina su un sentiero di lava
un po' battuto. Abbiamo oltrepassato diversi guadi. Arrivati al rifugio si comincia a salire intorno al cratere del vulcano fino ad arrivare ad un piccolo parcheggio dove finalmente scendiamo. Da qui parte un sentiero molto facile da percorrere e molto pianeggiante che, passando dentro la caldera del vulcano (ben 45 Kmq) porta al cratere Viti, una piccola bocca laterale ultima in ordine cronologico ad eruttare. Una stradina porta in fondo al cratere dove vi è un lago con acqua di un colore azzurro e fortemente solforosa dove è possibile fare il bagno.Poco distante (qualche chilometro) vi sono altri crateri anch'essi con laghi annessi ma di dimensioni notevolmente superiori. La grandezza dell'intera caldera dell'Askya e di 45kmq. Il pranzo ovviamente al sacco è disturbato da un forte vento che rendeva quasi impossibile mangiare. Abbiamo utilizzato il nostro tempo per esplorare la zona e per fare numerose fotografia, ma causa il freddo non abbiamo fatto il bagno. Nel pomeriggio siamo ripartiti per far ritorno al campeggio. Ci siamo fermati ai piedi dell'imponente massiccio del vulcano Hurdubreid almeno 1 ora per fare foto e visitare i campi di lava limitrofi. Il fiume
Jokulsa a Fjollum
qui da prova della sua forza in quanto aumenta la
portata d'acqua in maniera considerevole. Il ritorno definitivo al
campeggio è stato turbato dalla rottura del cambio del pullman. Abbiamo
dovuto aspettare che tramite CB l'ufficio del turismo ci mandasse un mezzo
di riserva per far ritorno alle nostre tende. Siamo riusciti comunque a
metterci a tavola per la cena verso le ore 21.00 e mai una buona cena fu
più meritata. In serata eravamo tutti distrutti a causa delle pessime
condizioni di viaggio per cui siamo andati a letto subito. |
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| 13° GIORNO 08/08/95 martedì Myvatn - Krafla - Hverfjall - Gyotarghia Km 60 | ||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||
Oggi l'intera giornata la dedichiamo alla visita
di questa stupenda zona. Dopo colazione ci rechiamo al vulcano Krafla,
distante poco più di 10 chilometri dal campeggio. La strada (ottimamente
segnalata) è in realtà una pista ben battuta che porta ai piedi
dell'intero comprensorio (in quanto è molto vasto) ; saliamo sulla cima
del cratere Viti (con lo stesso nome di quello all'Askja) per ammirare lo
spettacolo. Anche qui l'acqua è di colore azzurro e la terra di
tantissimi altri colori. Vediamo in lontananza una centrale geotermica,
segno evidente dello sfruttamento di queste risorse, e vicino a noi il cratere
del Leirhnjukur . Lo
spettacolo è veramente stupendo: vuoi per i colori, per l'aria odorante
di zolfo, vuoi per la sensazione di avventura che ci circonda ma tutto è
davvero emozionante. Un sentiero abbastanza facile da percorrere porta
fino al cratere (2 ore) passando in mezzo ai campi di lava, i quali,
grazie all'intensa attività del sottosolo fumano e sono caldi (provate a
toccare la terra con la mano); in lontananza la cima del vulcano domina
questa valle alla quale, per dargli un aspetto preistorico, manca solo
qualche dinosauro. Dopo le solite numerose fotografie ci spostiamo di
pochi chilometri per visitare il cratere del vulcano spento Hverfjall,
parcheggiamo e iniziamo la salita (40') verso la cima da dove si può
godere di un panorama stupendo su tutto il lago Myvatn (si riesce a notare
distintamente la dorsale medio-atlantica che in questo punto riemerge dal
suolo per circa due metri di altezza). Qui purtroppo abbiamo dovuto fare
una sosta (di corsa ai bagni del campeggio) causa complicazioni di
carattere fisiologico che avevano colpito 3 componenti del gruppo ( i
mangiatori del panini al sesamo). Rientrato l'allarme e dopo un buon
pranzetto siamo andati a visitare Grjotagja,
la zona dove è più evidente la famosa dorsale medio-atlantica (vi è
anche una grotta con un laghetto d'acqua calda sulfurea) e dove è
possibile fare la foto con un piede sulla zolla europea e uno sulla zolla americana.Vicino visitiamo anche Dimmuborgir, un piccolo parco dove è possibile vedere tantissimi piccoli crateri sparsi un po' qui un po' la. Vi sono vari sentieri ma occhio ai moscerini. Altri crateri si trovano a Skutustadir e anche qui occhio ai moscerini. Ultimo luogo degno di nota è Namafjall, un campo pieno di
soffioni, gejser e pozze di fango bollente. C'è n'era uno che spruzzava
vapore acqueo ad altissima pressione al punto che non si riusciva a
parlare tanto era forte il rumore.Praticamente oggi abbiamo girato
intorno al lago percorrendo prima la strada 1 poi la 848 ammirando le
immense meraviglie della natura. Siamo rientrati in campeggio verso le
19.00 e subito ci siamo fatti la cena. La serata, l'abbiamo passato
a chiacchierare con Marzio e Rita, ovviamente su cosa fare il giorno dopo,
ultimo giorno di Islanda insieme.
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| 14° GIORNO 09/08/95 mercoledì Myvatn - Godafoss - Akureyri - Reykir Km 398 | ||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||
| Oggi giornata dei saluti: alle ore 09.00 diamo il saluto al lago Myvatn e a tutte le sue bellezze in quanto partiamo alla volta di Akureyri, seconda città dell' Islanda con una popolazione di 15.000 abitanti e dopo a Marzio e Rita in quanto loro proseguono per i fiordi del nord mentre noi proseguiamo verso sud-ovest. Ma andiamo con calma: Usciamo da Reykjahlid percorrendo la strada 1 e dopo 60 chilometri ecco che vediamo da lontano la cascata Godafoss. La vista è stupenda e mi fermo per zumare con la videocamera. Una volta giunti al parcheggio un piccolo sentiero porta proprio sopra la cascata che non è alta ma ha una forma che ricorda le cascate del Niagara: a ferro di cavallo.Si riescono a fare foto davvero incredibili: con l'acqua che scorre sotto le gambe a cavallo del precipizio (FARE MOLTA ATTENZIONE). Anche la Paola si lancia e riesce a sporgersi lungo il corso d'acqua. Proseguiamo poi per Akureyri e vi arriviamo giusto per il pranzo. Akureyri è una delle città più gradevoli dell'isola; malgrado si trovi a soli 100 chilometri dal Circolo Polare Artico, il suo clima è fra i migliori dell' Islanda. Qui, in piazza, incontriamo Manolo e la Peppa, due ragazzi spagnoli conosciuti in nave e con loro e Marzio e Rita andiamo a mangiare in un pub: panini e bibite per tutti. Insieme abbiamo anche visitato il centro nel quale spicca per interesse turistico il corso centrale (con le sue case in stile) ed i suoi negozi. Molto più emozionante è la vista dell' Eyjafjordur dal porto, con le montagne ai lati coperte di neve. Ma ormai ecco arrivare l'ora dei saluti: dopo una settimana passata insieme in giro per l'Islanda ci congediamo da Marzio e Rita con la promessa solenne di vederci in Italia e partiamo in direzione sud-ovest lungo la strada 1 in mezzo ad immensi prati verdi con numerosi cavalli islandesi al pascolo; solo poche fattorie a farci compagnia lungo il viaggio. Superiamo Varmahlid e Blonduos che non visitiamo se non in auto causa un violento temporale e proseguiamo per Reykir, 30 chilometri dopo Laugarbakki, lungo il Hrutafjordur e ci fermiamo a dormire in un piccolo Hotel Edda (d'estate hotel e d'inverno scuola £ 55.000) pulito ben organizzato e non eccessivamente caro in quanto il tempo non ci permetteva di montare la tenda (alla faccia del vento) Meglio cosi: siamo riusciti ad utilizzare anche la cucina per cui la pastasciutta al pomodoro non c'è l'ha tolta nessuno. | ||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||
| 15° GIORNO 10/08/95 giovedì Reykir - Snafellsnes - Borgarnes Km 393 | ||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||
| Partiamo da Reykir verso le 10.00, dopo un' ottima dormita e una buona colazione. Il tempo anche stamani è molto piovoso e freddo e poco adatto per visitare la penisola di Snafellsnes come abbiamo intenzione di fare noi. Percorriamo la strada 1 fino a Bru, costeggiando il fiordo Hruitafjordur : incantevole sopratutto per il fatto che è molto stretto. Qui svoltiamo a destra seguendo la 59 che passa per l'interno fino a Budardalur in mezzo a panorami unici e desertici e proseguiamo lungo la 57 che arriva fino ad Olafsvik. La costa è stupenda, piena di colonie di uccelli di tantissime specie e tantissimi sono i fiordi, grandi e piccoli, che si alternano tra insenature e precipizi mozzafiato. Olafsvik è una delle comunità più grandi della penisola, oltre ad essere uno dei centri di scambi più antichi dell'isola; Da qui è possibile effettuare una escursione al ghiacciaio Snaefellsjokull, che ispirò Jules Verne nel suo romanzo "al centro della terra". La cima é a 1448 metri di altitudine e la si può raggiunge in 5 ore di cammino. Bisogna fare però molta attenzione in quanto vi sono parecchi crepacci. Proseguendo lungo la costa, a Malarrif si incontrano le due colonne di roccia, chiamate Londrangar. La più alta arriva fino a 75 mt. Hellnar e Arnarstapi sono due piccoli villaggi di pescatori all'ombra del ghiacciaio ma sul lato sud e sono famosi per le strane formazioni rocciose della loro costa e per gli uccelli che le abitano. Anche qui da Arnarstapi è possibile effettuare escursioni sulla callo6tta del ghiacciaio. Purtroppo il pessimo tempo non ci ha permesso di fare passeggiate lunghe anzi, la nebbia non ci permetteva di vedere neanche la cima del ghiacciaio. Continuando lungo la 54 siamo giunti a Borgarnes, presso l'imbocco del fiordo di Borgarfjordur, e ci siamo recati subito al campeggio (se così lo si può chiamare £ 20.000). Infatti vi era solo un prato verde recintato senza nessun servizio. Meno male che c'era una stazione di servizio vicina con annesso ristorante e pub. Qui abbiamo cenato e passato la serata. | ||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||
| 16° GIORNO 11/08/95 venerdì Borgarnes - Keflavik - Grindavik - Reykjavik Km 380 | ||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||
Come la cena della sera prima, anche
la colazione stamattina l'abbiamo consumata nel piccolo pub adiacente la
stazione di servizio vicino al campeggio. Ne abbiamo anche approfittato
per lavare l'auto, infangata da non riuscirne più a vedere il colore. (In
Islanda quasi tutte le stazioni di servizio hanno un'area dove poter
lavare il proprio mezzo, senza spesa aggiuntiva, con spazzettone e canna
con acqua). Siamo partiti verso le 10.00 e subito abbiamo attraversato il
Borgarfjordur lunga la Ring Road e ci siamo diretti verso
Mosfellsber costeggiando tutto il Hvalfjordur. Nelle prime ore del
pomeriggio eccoci finalmente a Reykjavik, la capitale dell'
Islanda.Decidiamo di non fermarci per il momento ma di proseguire oltre per visitare la penisola di Reykjanes che si trova a sud della città. La penisola è spazzata dai venti ed è esposta alla violenza dell'oceano Atlantico settentrionale, da cui trae il proprio nutrimento: piccoli villaggi di pescatori sono disseminati lungo tutta la costa. Al centro vi è l'aeroporto internazionale di Keflavik primo assaggio d'Islanda per tutti i turisti che arrivano fino qui in volo. Reykjanes dispone di strutture alberghiere e ristoranti e tutte le escursioni si possono effettuare in un solo giorno. Nella parte più a sud vi è anche
la famosa Blue Lagon: una piscina artificiale di acqua solforosa
decisamente curativa. Passiamo davanti alla base Nato e proseguiamo per Grindavik
posto all'estremo sud della penisola: da qui si può arrivare alla famosa
Blue Lagon lungo la bretella 43: una piscina artificiale di acqua
solforosa decisamente curativa. La centrale geotermica di Svartsengi
estrae l'acqua ricca di minerali che si trova a 2 chilometri di
profondità a 240° poi dopo averla utilizzata la scarica nella laguna a
70°. Qui pagando un biglietto è possibile fare il bagno. Proseguendo lungo la 427 ci siamo fermati a Krisuvik: un piccolo luogo di pozze sulfuree e fanghi per ammirare un potente soffione di vapore acqueo prima di far ritorno a Reykjavik lungo la 42. Ci siamo sistemati nel campeggio Laugardalur (£ 26.000) insieme ad altri ragazzi sempre in tenda. Ormai è l'ora della cena e sotto una fastidiosa pioggerellina ci cuciniamo un ottimo risotto. Dopo cena siamo andati a girovagare per il centro città che non abbiamo trovato molto vivo. |
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| 17° GIORNO 12/08/95 sabato Reykjavik - Thingvellir - Gullfoss - Hella Km 195 | ||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||
| La giornata comincia alle ore 08.30
con la visita della citta di Reykjavik. Chi visita Reykjavik
non sa spesso decidere se si tratti di una piccola città o di un grande
villaggio. Infatti essa è l'indiscusso centro politico, finanziario e
culturale dell'isola, ma il suo ritmo di vita ha mantenuto una
tranquillità unica fra le capitali mondiali. Incominciamo subito con il
centro storico con i suoi viali pieni di fiori (la Laekjargata è il corso
principale), i negozi lungo la Laugavegur, il centro commerciale pedonale
della Austurstraeti, la piazza di Austurvollur, il museo nazionale e
l'imponente chiesa Hallgrimskirkja (che ha un ascensore per salire sul
campanile dal quale si gode un'ottima vista dall'alto della città £
10.00 il biglietto).
Pranziamo in un Mc Donald's e dopo aver recuperato le nostre cose al
campeggio partiamo, lungo la 36, in direzione di Thingvellir
("pianure del parlamento"), spettacolare anfiteatro naturale
sede all'aperto dell'antico parlamento islandese. Qui è possibile
ammirare diverse cascate con piccoli salti e in maniera molto evidente la
dorsale medio-atlantica; anzi in alcuni punti ci si può camminare dentro
sopra un fantastico pratino verde. Proseguiamo lungo la 365 e arriviamo Geyser, parco naturale ricco di questi fenomeni: il più interessante è
sicuramente il geyser chiamato Strokkur, che soffia regolarmente verso
l'alto (fino a 25 - 30 metri di altezza) una colonna di vapore e acqua
calda ogni 5 minuti. All'interno ve ne sono tanti altri più piccoli ma
molto attivi, grandi pozze di acqua bollente (FARE MOLTA ATTENZIONE vi
sono anche i cartelli che lo ricordano) e infine c'è anche il Grande
Geyser, molto grande ma però soffia raramente. Dal parco ci spostiamo di
circa 9 chilometri lungo la strada 35 si trova il famoso "Cerchio
d'Oro" e quella che forse è la vera meraviglia naturale
dell'Islanda: le cascate Gullfoss (cascate d'oro). Il sentiero che parte
dal parcheggio costeggia l'assordante doppia cascata, formata dal fiume
Hvita, che precipitano per 32 metri da un crepaccio largo 2,5 chilometri.
Bisogna indossare indumenti impermeabili avvicinandosi alle cascate
altrimenti vi si bagna dalla testa ai piedi. Lungo la 30 scendiamo verso
Selfoss, poi imbocchiamo Ring Road ed arriviamo, verso le 18.00, ad Hella. Pernottiamo in un piccolo alberghetto (£ 85.000) : pulito, confortevole ma non economico. |
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| 18° GIORNO 13/08/95 domenica Hella - Skogafoss - Vik - Skaftafell Km 311 | ||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||
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Approfittiamo di
un ottimo letto per dormire un po' più del solito cosi partiamo verso le
10.30 percorrendo sempre la Ring Road in direzione del parco naturale
di Skaftafell. Ci fermiamo lungo il tragitto per ammirare la cascata Seljalandfoss, che
ha una simpatica particolarità: è possibile ammirarla anche da dietro.
Basta infatti percorrere un breve sentiero a piedi (tra l'altro segnalato
benissimo) che gira tutt'intorno alla caduta d'acqua e fermarsi sotto il
costone in zona centrale per fare delle foto veramente uniche. Gianni,
preso dall'emozione, (terreno scivoloso) stava per cascare nel
laghetto sottostante. Proseguendo arriviamo ad un'altra stupenda cascata: Skogafoss
con un salto di circa 60 metri. Qui non ci si gira intorno però ci si
può avvicinare moltissimo alla caduta d'acqua (coprirsi sempre con
indumenti impermeabili). Avanti 6 chilometri, sempre sulla 1, si arriva ad
un bivio che porta ai piedi del Solheimajokull, una lingua laterale del
ghiacciaio Myrdalsjokull. Parcheggiando la macchina si può fare una
piccola passeggiata per andare a toccare il ghiaccio dal vivo. Unico
problema : un torrentello di acqua solforosa e molto puzzolente che scorre
vicino al sentiero. |
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| 19° GIORNO 14/08/95 lunedì Parco nazionale Skaftafell Km 0 | ||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||
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Oggi dedichiamo tutta la giornata per la
visita di questo stupendo parco partendo subito verso le famose cascate Svartifoss
che raggiungiamo dopo circa 1 ora di cammino. Il sentiero e ben
tracciato e di facile percorrenza. La cascata ha una portata modesta ma
quello che la rende unica è la particolare conformazione della parete: ai
due lati della cascata infatti si trovano delle colonne di
basalto che ricorda moltissimo le canne di un organo. Ci fermiamo
per il pranzo al sacco un po' distanti dalla cascata per evitare di venir
lavati (anche Svartifoss la si può ammirare dal dietro in quanto c'è un
sentiero che ci arriva. Attenzione che non è di facile percorrenza). |
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| 20° GIORNO 15/08/95 martedì Skaftafell - Jokursarlon - Vatnajokull - Hofn Km 180 | ||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||
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Lasciamo il parco alle ore 09.00 e ci
dirigiamo subito verso Jokursarlon (il lago di ghiaccio).
Attraversando il ponte sospeso sul fiume Jokulsa, si arriva a questo lago
che è sicuramente uno dei panorami più fotografati in Islanda: gli
iceberg di Jokursarlon. I pezzi di ghiaccio galleggianti provengono dal
ghiacciaio di Breidamerkujokull, lingua del Vatnajokull che termina
nelle profondità del lago. Vi è la possibilità di
fare un giro in mezzo agli iceberg su mezzi anfibi pagando un biglietto.
Il giro dura circa 30 minuti e ne vale sicuramente la pena: si passa con
questo mezzo molto vicino a colonne di ghiaccio alte anche decine di
metri. (Anche se c'è un mezzo di salvataggio sempre dietro al mezzo
anfibio, attenti lo stesso a non cadere in acqua). Viene data, tramite
megafono, anche una discreta spiegazione dell'origine del lago e del
ghiacciaio (in inglese). |
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| 21° GIORNO 16/08/95 mercoledì Hofn - Reydarfjordur - Seydisfjordur Km 324 | ||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||
Oggi ultimo nostro
giorno di soggiorno in Islanda infatti domani prenderemo il traghetto per
la Danimarca. La giornata comincia con estrema calma partendo da Hofn
verso le 10.00 in direzione est sempre percorrendo la Ring Road. Costeggiamo
i fiordi Berufjoudur e Faskruosfjourdur ammirando il panorama e fermandoci
spesso per fare delle fotografie visto anche la stupenda giornata di sole.
A Reydarfjordur ci fermiamo per visitare una vecchia fattoria la quale
aveva esposto nel cortile di casa una magnifica collezione di minerali,
pietre laviche e geodi di ogni tipo e forma. Ne abbiamo approfittato anche
per pranzare, visto che oramai erano le 12.30. Ripartiamo lasciando la
costa ed imboccando la 92 che in poco meno di 50 chilometri arriva a
Egilsstadir. Rieccoci arrivati da dove eravamo partiti 2 settimana fa. Ci
rechiamo subito al supermercato per le ultime spese alimentari prima
dell'imbarco (biscotti, the per il viaggio) e in qualche negozio per
acquistare alcuni oggetti d'artigianato locale. Infine ci avviamo verso Seydisfjordur e ci sistemiamo nel piccolo campeggio che c'è in
paese (£ 16.000)![]() Visto che è abbastanza presto decidiamo di dare una sistematina all'auto (lavaggio compreso e c'è n'era bisogno) dopodiché andiamo a fare un giretto turistico per il piccolo villaggio, punto d'entrata e d'uscita dei turisti arrivati in Islanda via mare. E' sempre consigliabile arrivare con un po' di anticipo al porto d'imbarco, non si sa mai. Gli islandesi sono persone precise ma un contrattempo può sempre accadere e visto che la nave parte e arriva una volta alla settimana e basta è meglio stare sul sicuro.Dopo cena, visto la splendida serata, ripetiamo la passeggiata del pomeriggio....... con già un senso di tristezza. |
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| 22° GIORNO 17/08/95 giovedì Seydisfjordur - Norrona | ||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||
| Ed ecco arrivato il giorno
dell'imbarco. Le operazioni iniziano alle ore 10.00 e la partenza è
prevista per le 11.00. Noi ci siamo svegliati stamattina alle 07.00 per avere il tempo necessario per rifare la tenda, sistemare le ultime cose in auto e per recarci all'imbarco. Per fortuna non abbiamo trovato fila (è venuta dopo) solo alcune auto prima di noi, infatti eravamo i quinti. Il fatto di dormire a Seydisfjordur ci ha sicuramente agevolato. Si inizia ad imbarcare in maniera ordinata e senza problemi e appena a bordo ci sistemiamo nella nostra cabina. Ci aspettano quasi 3 giorni di oceano atlantico.Alle 11.00 in perfetto orario la Norrona si stacca dal molo e con tre forti colpi di sirena saluta l'Islanda.La salutiamo anche noi dal ponte della nave sotto un fantastico sole che sembra volerci salutare anche lui; infatti viene e va a causa di alcune nubi. Ripercorriamo il Seydisfjordur e in poco tempo eccoci in mare aperto. La traversata sarà diretta fino in Danimarca, ad Esbjerg con uno scalo tecnico di 2 ore a Torshavn. Intanto Paola ed io per scacciare il tempo giochiamo a pinnacolo. Poi ecco l'ora del pranzo consumato fugacemente al bar del salone e la cena (stessa cosa). Infine ci ritiriamo nella nostra cabina. |
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| 23° GIORNO 18/08/95 venerdì Norrona - giorno di navigazione | ||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||
| La notte l'abbiamo passata
abbastanza bene, purtroppo adesso il tempo è peggiorato ed il mare si fa
sentire. Ci rechiamo al salone per consumare la colazione e poi fuori sul
ponte per fare una passeggiatina. Facciamo la nostra solita partita a
carte. Paola è stata male cosi si è andata a coricare in cabina. La nave
in questo punto sembra davvero di carta, balla che fa paura. Il mare è
infatti molto mosso. Speriamo che si calmi. Arriva la sera ed il mare è ancora grosso; ho incontrato lungo i corridoi della nave diversi ragazzi che stavano male. Io per fortuna non accuso questo malore ma il dondolio da molto fastidio anche a me. Il pranzo e la cena oggi non l'abbiamo consumata, solo qualche biscotto secco e nulla da bere per evitare di dover rimettere tutto. Seconda notte sulla nave. Speriamo bene. |
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| 24° GIORNO 19/08/95 sabato Norrona - Esbjerg - Norimberga Km 890 | ||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||
| Oggi finalmente arriviamo in Danimarca, solo che ci arriviamo alle 19.00. La fortuna ha fatto in modo che oggi il mare sia molto più calmo e un tiepido sole illumina la Norrona. Ci scappa anche qualche fotografia. Cerchiamo di mangiare qualche cosa, ma la Paola ancora non si sente. Io provo un pasticcino della nave che come consistenza è come mangiare un profittarol intero dei nostri. Riusciamo a fare ancora una partitina a carte e a scambiare quattro chiacchiere con alcuni ragazzi italiani. Infine ecco in lontananza il porto di Esbjerg che raggiungiamo in orario. Con un po' di ritardo iniziano le operazioni di sbarco ma alle 20.00 eccoci già in strada,seguendo la E20 per Kolding e poco dopo la E40 per Flensburg. Decidiamo di viaggiare di notte e proseguiamo sulla E45 fino a Wurburg poi fino a Norimberga chiacchierando sempre della nostra avventura islandese. Ci fermiamo in un'area di sosta a Norimberga per dormire un po', sono ormai le 04.00 e non abbiamo trovato assolutamente traffico, neanche per passare Amburgo. | ||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||
| 25° GIORNO 20/08/95 domenica Norimberga - Brennero - Reggio Emilia Km 650 | ||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||
| Verso le 09.00 partiamo sempre sulla E45 fino a Monaco di Baviera che lasciamo fuori per continuare verso Innsbruck dove ci fermiamo proprio al Ponte d'Europa per riposarci, mangiare qualcosa e fare qualche foto. Alle ore 11.30 c/a eccoci arrivare alla frontiera italiana (dopo tanti chilometri e tanti giorni è sempre un'emozione ritornare in Italia). Proseguiamo lungo l'A22 fino a Verona, dove facciamo una breve sosta ed infine eccoci a Reggio Emilia. Dopo aver attraversato la Francia, l'Inghilterra, l'Islanda, la Danimarca e la Germania, dopo aver visto posti incantevoli, desertici e primordiali; dopo aver per tanti giorni vissuto in tenda e mangiato al sacco, il nostro desiderio più grande appena usciti dall'autostrada è quello....... di far sviluppare subito i nostri rullini di foto e diapo per poter rivivere le emozioni che questa vacanza ci ha regalato, che sono veramente unici. | ||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||
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