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| Angolo
di campo |
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| La distanza
focale determina la zona entro la quale i soggetti possono esssere
riprodotti sulla pellicola. L'angolo di campo riportato nella
descrizione è l'angolo relativo alla linea diagonale di una
cornice di 36x24 mm. Aumentando la distanza focale un angolo di campo
diventa più piccolo e l'immagine più grande. |
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Profondità
di campo |
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Quando si mette a
fuoco un soggetto, viene messa a fuoco anche una certa zona davanti e
dietro al soggetto; la profondità di campo si riferisce alle
dimensioni di questa zona che è a fuoco. La
profondità di campo o il campo della focale aumenta quando
si riduce l'apertura dell'obiettivo, o diminuisce quando si aumenta
l'apertura dell'obiettivo. La profondità di campo
è minore a distanze di scatto minori anche se l'apertura
rimane invariata, ed è maggiore a distanze di scatto
maggiori. La profondità di campo dipende inoltre dalla
distanza focale dell'obiettivo; è maggiore per gli obiettivi
con distanze focali minori o angoli più ampi ed è
minore per obiettivi con distanze focali più grandi o
teleobiettivi se l'apertura e la distanza macchina fotografica-
soggetto rimane invariata. |
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| Prospettiva |
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| In base alla
distanza focale dell'obiettivo lo sfondo appare più vicino o
più lontano rispetto al soggetto. Questo effetto ottico
viene chiamato prospettiva. Con un grandangolo lo sfondo
sembrerà lontano e la distanza dall'oggetto verrà
enfatizzata; se la distanza focale di un teleobiettivo è
elevata, lo sfondo sembrerà vicino al soggetto. Per trarre
vantaggio da questo effetto, utilizzare un grandangolo per riprendere
sia lo sfondo sia il soggetto e un teleobiettivo per mettere in
evidenza solo il soggetto. |
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Valore
diaframma (F) |
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Le regolazioni
di un'apertura dell'obiettivo sono chiamati numeri o diaframmi "f". Un
valore F rappresenta un rapporto tra la distanza focale dell'obiettivo
e il diametro ideale di una data apertura. Poichè
è legato alla distanza focale, il valore F viene anche
chiamato apertura relativa. Il valore "i" si ottiene dividendo la
focale dell'obiettivo per il diametro massimo dell'iride comletamente
aperta. Le regolazioni dell'apertura sono contrassegnate in modo tale
che ogni posizione possa modificare il quantitativo di luce che passa
attraverso le lenti con un coefficente 2: la luce viene raddoppiata o
dimezzata. Cioè, un valore alto rappresenta un'apertura
più piccola, un'apertura che blocca il doppio della luce
rispetto all'apertura precedente. Viceversa, un valore più
basso rappresenta un'apertura più grande, un'apertura che
aumenta la luce due volte tanto rispetto al valore precedente. La
velocità di un obiettivo è il valore F del suo
diametro massimo effettivo, cioè quando l'apertura
è aperta completamente. |
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| Pellicole |
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| Per quanto
riguarda le pellicole la definizione di lenta sta ad indicare
una pellicola poco sensibile, rapida invece significa molto sensibile.
In base alla sensibilità espressa in ISO (International
Standard Organization), che oggi è la scala universalmente
adottata, la situazione è la
seguente:
25/50/64
pellicole
lente
100/200
pellicole
medie
400/800/1000 pellicole rapide. |
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| Obiettivi
Tutti
i fotografi devono avere una conoscenza elevata sugli obiettivi, visto
che, insieme alla luce ed al sistema di registrazione
dell’immagine (pellicola o sensore ccd), rappresentano la
base di lavoro. Sotto qui elencati ci sono alcuni esempi di tipologia:
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| 1) Obiettivo acromatico: |
Costruzione
ottica corretta per consentire di convergere le radiazioni luminose del
blu e del rosso sullo stesso piano focale |
| 2) Obiettivo afocale |
Privo
di lunghezza focale; applicato davanti ad un obiettivo ne modifica
l’angolo di campo. |
| 3) Obiettivo asferico |
Dotato
di una o più lenti asferiche (superficie non sferica) per
migliorare la resa dell’immagine ai bordi alle aperture
massime di diaframma (corregge l’aberrazione sferica). |
| 4) Obiettivo catadiottrico |
Obiettivo
dalla lunghezza focale spinta (500 mm, 1000 mm) molto compatto, formato
da lenti e da specchi Non dispone di diaframma. |
| 5) Obiettivo apocromatico |
Consente
di concentrare i raggi dei tre colori primari (Blu, verde e rosso)
sullo stesso piano focale. |