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La
più grande e frequentata isola delle Baleari è Maiorca, poco meno di
mezzo milione di abitanti su una superficie di 3660 chilometri quadrati.
L’isola ha una lunghezza massima di 100 chilometri e
da nord a sud è lunga almeno altri 75 chilometri. Il
suo clima è mite d’inverno e di un caldo decisamente piacevole in
estate mitigato da un po’ di vento che si alza dalla catena montuosa
della Sierra del Norte, le cui vette boschive sono le elevazioni maggiori
dell'isola (fino ai 1445 metri). Il vento è stata una
delle prime risorse d’energia conosciute dalla popolazione dell’isola,
dedita alla coltivazione delle proprie fertilissime pianure e
all’allevamento: frutteti e le serre, irrigati da caratteristici mulini
a vento e un manto vegetale disseminato di pini e querce costituiscono un
colpo d’occhio davvero piacevole.
Molto caratteristiche anche le coltivazioni a terrazza
dell'entroterra, simili a quelle che si possono trovare in Liguria e in
alcune zone dell’Appennino tosco-emiliano, e che producono una notevole
varietà di olive, mandorle, uva e albicocche. Il
litorale, lungo 400 km., offre bellissimi contrasti rappresentati dalle
impressionanti scogliere della parte occidentale, che nascondono e
proteggono piccole ed idilliache insenature (calas) e dal resto
dell'isola, soavemente accidentata. La storia di Maiorca
inizia 1.000 anni a.C., durante l'era talaiotica rappresentata da alcuni
monumenti rimasti sull'isola. Divenne, nel II secolo Avanti Cristo, il
rifugio più protetto dei pirati del Mediterraneo. La
dominazione più importante dopo quella romana fu senza dubbio quella
araba che si impose sull'isola fino all'VIII secolo dopo Cristo prima
della riconquista spagnola avvenuta nel 1229: durante questo periodo
Maiorca vede accrescere notevolmente sia le ricchezze economiche che
quelle artistiche. Da allora Maiorca è considerata una
provincia spagnola a tutti gli effetti, una sorta di “costola”
geografica e amministrativa della penisola iberica. Palma,
la città più importante dell’isola, famosa per il suo porto e per la
sua intensissima vita turistica, presenta 3 zone distinte: la città
vecchia, circondata dalle mura e che ha il suo centro nella Cattedrale; la
città moderna che si sviluppa verso ovest lungo il Golfo e la zona del
porto e delle passeggiate ai piedi della cattedrale prospiciente il porto.
La cattedrale, la cui costruzione impiegò quasi 400
anni, è stata restaurata ai primi del 900 dal celebre architetto di
Barcellona Antonio Gaudì, progettista della Sagrada Familia.
Imponenti le dimensioni dell'edificio; il rosone dal
diametro di 13.3 metri, è uno dei più grandi del mondo. Notevole, nel
presbiterio, la cattedra episcopale in marmo; da notare anche i rilievi
quattrocenteschi. Il pezzo più pregiato del Museo della
Cattedrale e' un tabernacolo d'argento usato per le processioni.
Molto caratteristico è il cosiddetto quartiere storico
di Pueblo Espanol così come interessante destinazione turistica sono
anche le Grotte del Drago la cui leggenda, come ogni percorso speleologico
che si rispetti, è ammantato di mistero e di fascino.
Le
grotte si estendono per alcuni chilometri nel sottosuolo e la parte
visitabile, in un percorso musicale di grande particolarità, conduce a
saloni di grandezza impressionante e ad alcuni dei numerosi laghetti
sotterranei di cui i cunicoli sono ricchissimi. Celeberrima
per le attività balneari e gli sport nautici, Maiorca offre eccellenti
opportunità culinarie: come tutte le località di spiccata tradizione
turistica Maiorca offre una cucina internazionale ma si consiglia tuttavia
di provare quella locale, tipicamente mediterranea, che ha il suo
ingrediente caratteristico in un condimento fatto di erbe e verdure locali
(pomodori, melanzane, zucchine, peperoni) soffritti insieme, a cui vengono
accompagnati numerosi piatti di pesce tra i quali i più conosciuti e
affermati sono la caldereta de langosta e la caldereta de peix.
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